mercoledì 24 dicembre 2008

LE FESTE DI "NATALE"

Bologna è una vecchia signora che fu contadina.. è così che inizia una delle più celebri canzoni del cantautore di Pavana, Francesco Guccini. Stralcio di una città che secondo quest’ultimo sa bene cos’è la fame. Più per ricordo, a quanto sembra affermare. Ma oggi tutto cambia ed il treno, su cui Bologna è salita viaggia verso una direzione opposta a quella che fino a soli 5 – 6 anni fa sembrava una meta sempre più distante.
Oggi Bologna è una signora imbellettata col trucco che scivola via ed una pelle vecchia che non riesce più a nascondere. Si trucca, si fa bella davanti ai suoi turisti che accorrono per un Motor Show sempre più povero. Oppure davanti a frotte di studenti che la sporcano, la usano, ma che oggi sono stanchi e che la lasciano stuprata in qualche angolo di strada sporco.
I salami in vetrina, le luci sulla strada, gli sconti, le offerte, i negozi di Via Indipendenza.
E’ una Bologna in maschera, per chi la conosce, quella dei giorni di festa.
La grassa, la rozza, la ricca, feste di cioccolato e famiglie allegre che accorrono davanti ai negozi, per infilarsi la propria maschera e avere i 10 minuti di notorietà dati da un capo firmato o da una boutique d’alta moda di una delle carissime (affitto e carovita sono due parole che ben si associano con Bologna) via del centro.
E poi in questo periodo ci sono i feticisti dell’autovettura. Si badi bene. Il feticcio non è il motore a scoppio, un tempo rivoluzione e velocità. Il totem è la carrozzeria. L’interno in pelle. La Belen dell’Isola di fianco ad una Ferrari. Esterno o interno in pelle a seconda di come si veda il mondo.
Bologna scivola via come nulla fosse, ma in fin dei conti lo sanno tutti che non è più come ieri. Che qualcosa è cambiato. Che c’è aria di crisi, che ci sono pochi soldi, che gli stipendi rimangono gli stessi diametralmente opposti all’inflazione senza freno. Ma bisogna fingere. Bologna è un teatro e i bolognesi protagonisti in cerca di un personaggio da trovare nel camerino di un negozio di abbigliamento. Il Clark Kent visto da Superman come uomo impacciato e insicuro. Eccolo servito.
Le feste di Natale, invece, sono diverse, perché Natale ha un mutuo da pagare, una famiglia da portare avanti e a Dicembre lavorerà per far studiare i suoi figli, per coprirli dal freddo con una coperta senza cercare il montone, il Monclair o il Woolrich ultimo arrivo della collezione Invernale 2008-2009.
Le feste di Natale saranno così: panettone gratuito e pane distribuito in piazza, perché il carovita lo strangola sempre di più. Modulo da firmare per la proposta di legge per il Mutuo Sociale perché Natale, lo sa, che una casa di proprietà è suo diritto e dovere di uno Stato che sia padre dei suoi figli.
Le feste di Natale saranno così: a Bologna, ma in un’altra Bologna, quella che tutto sommato non ama fingere salottini e lacchè. Quella che ancora conosce l’odore della fame e sa che può fare qualcosa per cambiare il corso degli eventi..

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