
Bologna è stupenda di notte. E' calma e silente. Immaginate il trambusto quotidiano. La fretta. La velocità lenta e impacciata del traffico. Sempre fermo, sempre intasato, eppure così nevrotico. Immaginate un girone infernale. Poi di improvviso con il frastuono nella testa, catapultatevi ai piedi del Nettuno in una notte di Dicembre. Guardatelo e ammiratelo fermo e imponente con la sua calma decisa e il suo indice fallico ad indicare un punto distante. La forza tranquilla del Żigànt che si innalza sulla Piazza. L'ombra riflessa sul muro. Storie che si rincorrono, storie che lasciano il loro ricordo al margine del giorno, quando la notte arriva. E' così dal tardo 500, anno in cui il Giambologna costruì l'imponente costruzione. Se il Gigante potesse raccontare, quante storie avrebbe da narrare. Di amori fugaci, rapaci e veloci come uccelli da rapina; di discussioni segrete carpite dall'orecchio attento di chi è lì da sempre. Mi piace passare tra le strade di Bologna di notte. E' come carezzare i suoi vicoli stuprati di giorno dal frenetico andirivieni di studenti distratti/attratti da Bologna la grassa. Non sanno cosa farsene di una città che di notte sa parlare. Non ascoltano. E se sentono un sospiro, parlano più forte. Incapaci di sentire. Ancor di più di tacere. Bologna è un'altra città al calar del sole. Una bella signora che sa svestirsi del grigio quotidiano presentandosi ai suoi amanti, pochi, con abito serale e portamento signorile. La lascio scivolare via nella mente, e lei, fa lo stesso con me. La notte è magica da sempre, ma da sempre non tutti sanno viverla e ascoltarla. Fortuna mia che alle 4 del mattino solitario come il Nettuno, brindo col rosso sanguebrace alle curve di Bononia; al suo vestito elegante e al suo incedere gentile. Perché Bologna sa concedersi ai suoi amanti ma solo di notte, solo a chi sa ascoltare, solo a chi vuol lasciarla parlare.
superba descrizione...così Modena, ritrosa Signora, mostra la sua schiva bellezza a chi solo sa ascoltare i passi della Notte risuonare nel cuore...nel suo ombelico, un'antica fontana dischiude abissi di luce, riversa arpe tese verso l'Infinito...un'amore, un tempo, si fermò per ascoltare, e rimase trafitto, per sempre sanguinante...
RispondiEliminaAmaranta
Il pensiero corre veloce... :)
RispondiEliminami è tornato alla memoria un mio vecchio scritto sulla notte:
"E' una dama nera che danza ipnoticamente custodendo il suo mistero tra le carezze del vento…E' un segreto trattenuto da una mano in una tasca troppo stretta…L'angelo dal volto di demone…La dama nera schiude piano le labbra…Canta sottovoce inseguendo la melodia del mare…Si stringe in un vortice di seta e si lascia abbracciare da racconti che nessuno sa ascoltare…Si lascia scivolare amabile e sinuosa su antiche pietre, cade solenne sui tetti di città rese silenti dai suoi oscuri bagliori…Si lascia vivere, ma mai abbastanza…Giungo a goderla, ma pallide luci la portano via…Tornerà di nuovo, ma il suo amare fugace la strapperà ancora a me…E nuovamente tornerà e infinite volte fuggirà…Io e Lei…L'aurora ci troverà abbracciate."
Anna T.R.