venerdì 9 gennaio 2009

La Paura. Il Viaggio. La Lama.


Combattere la paura è conoscere gli angoli oscuri della propria mente. Superarla e con calma affrontarla è la sublimazione dell'Io. Restare immobili, fermi, impassibili davanti alle ombre che scivolano sui muri. Urlare non può essere naturale. Non deve esserlo. Sbarrare gli occhi non è naturale. E' più naturale chiuderli e respirare lentamente. Pensare. Lasciarsi prendere per mano dalla consapevolezza dell'Essere. Cosa distingue l'uomo da tutto ciò che lo circonda? L'uomo è controllabile. Non da forze esterne. Controllabile dal suo stesso Io: limitatore di quella velocità per cui le curve divengono impossibili e la forza centrifuga spinge a decentrarti. Ecco, il centro preciso è il punto ben definito posto nel mezzo della visuale del cervello. Spostare quel punto significa spostarsi in territori sconosciuti. Giunti qui, si può decidere razionalmente di affrontare un lungo viaggio all'interno dei propri scomparti oscuri, poiché si può giungere in talune condizioni anche per semplice spirito di conquista. Il rischio aumenta la sete. La sete aumenta la paura. E la paura? E' condizione necessaria per spingersi al confronto, alla battaglia contro il proprio limite, spostando quelle zone d'ombra sempre più al margine, finché non vi sarà appunto più confine.
Combatterò, io, la paura. Combatterò io, il mio Io, perché oggi ad occhi aperti moto naturale del vivere, posso respirare a petto alto regolando l'ansimo volgare.
Sono pronto per questo viaggio, portatemi la lama.

1 commento:

  1. Oltrepassare il confine di quel nodo in gola che sembra stringerci il respiro credo sia tra le più belle sensazioni che si possano provare. Diventa orgasmo l'adrenalina che veloce invade ogni più piccolo anfratto del nostro corpo e riuscire a domarla, dominarla, catturarla, ingoiarla a testa alta ci porta lontano, dove l'ombra della paura, che subdola striscia per terra, non sovrasterà mai il nostro corpo che marcia...

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