
Il passo risuona nella solitudine della notte. I negozi sono chiusi. Le luci di Natale ormai modello vintage di una festa già passata, illuminano i portici. Tutto è tranquillo. Tutto, è reso magico dalla nebbia che questa notte avvolge Bologna. Il silenzio mi sovrasta, rende piccolo ed inutile ogni mio singolo respiro. Un passo, un altro ancora. Ho sempre amato il rumore dei tacchi sui pavimenti. L'ho sempre trovato terribilmente affascinante. Forse perché in esso associo il passo veloce di una donna in scarpe rosse affaccendata nella ricerca dell'ultimo negozio ancora in saldo.
Merce da comprare a metà prezzo per rifarsi una maschera nuova.
Viva la psicologia spicciola che associa all'acquisto un orgasmo. Le persone in fila per un acquisto fanno parte dell'immagine dell'Italia, e quest'Italia, che a volte sembra fregarsene dei problemi che la affliggono è un paese che mi piace. Non parlo di valori sani.
Lo shopping compulsivo è forse uno dei frutti peggiori del nostro tempo, poiché impregnato di quello stress che per essere curato ha bisogno di un diversivo che si trova nella smania di spendere per poi ritrovarsi senza soldi e ricominciare ad accumulare stress. L'acquirente per malattia, è un cane che si morde la coda. Tralasciando questo, però, questo modo di correre al risparmio è il segno di un paese che non vuole essere spendaccione e benché ami spesso le futilità cerca di difendersi. E' come una bella donna che ammette di non essere bella, però cerca in tutto e per tutto di migliorarsi per poi finire addirittura per piacere.
Questi giorni sono così: frenetici febbrili e irrazionali.
Il bolognese è alla ricerca dell'ultima "bazza" io invece preferisco la notte. Il suo silenzio. La sua solitudine che nessuno può raccontarmi, perché è cosa mia, rapporto esclusivo tra me e i miei respiri affannati dal freddo, rapporto esclusivo nella vita di chi vive la Vita con la pace concessa nell'unico momento in cui l'uomo può parlare con se stesso.
Merce da comprare a metà prezzo per rifarsi una maschera nuova.
Viva la psicologia spicciola che associa all'acquisto un orgasmo. Le persone in fila per un acquisto fanno parte dell'immagine dell'Italia, e quest'Italia, che a volte sembra fregarsene dei problemi che la affliggono è un paese che mi piace. Non parlo di valori sani.
Lo shopping compulsivo è forse uno dei frutti peggiori del nostro tempo, poiché impregnato di quello stress che per essere curato ha bisogno di un diversivo che si trova nella smania di spendere per poi ritrovarsi senza soldi e ricominciare ad accumulare stress. L'acquirente per malattia, è un cane che si morde la coda. Tralasciando questo, però, questo modo di correre al risparmio è il segno di un paese che non vuole essere spendaccione e benché ami spesso le futilità cerca di difendersi. E' come una bella donna che ammette di non essere bella, però cerca in tutto e per tutto di migliorarsi per poi finire addirittura per piacere.
Questi giorni sono così: frenetici febbrili e irrazionali.
Il bolognese è alla ricerca dell'ultima "bazza" io invece preferisco la notte. Il suo silenzio. La sua solitudine che nessuno può raccontarmi, perché è cosa mia, rapporto esclusivo tra me e i miei respiri affannati dal freddo, rapporto esclusivo nella vita di chi vive la Vita con la pace concessa nell'unico momento in cui l'uomo può parlare con se stesso.
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